28 Marzo 2025
Due stelle sul cuore dell'Inter

Due stelle sul cuore dell'Inter

È dalla stagione del Triplete che i nerazzurri non vincono due campionati consecutivi: il piano di Oaktree per provarci

Fatto 20, l’Inter vuol fare 21. Se l’attesa per la seconda stella è durata tre anni, quella per il secondo scudetto di fila si protrae da molto più tempo: il bis manca da 14 anni, ovvero dalla stagione del Triplete di Mourinho, che aveva ereditato il tricolore da Mancini. Cinque campionati consecutivi, tra il Mancio e lo Special One, avevano creato un solco enorme tra l’Inter e la concorrenza. Oggi come allora, la missione nerazzurra è un ritorno al futuro: dominare a lungo e fare la storia.

L’Inter punta al bis: due scudetti di fila dopo il Triplete

Il Milan ha salutato Giroud ed è ancora alla ricerca del nuovo centravanti, la Juventus sta ristrutturando il centrocampo, il Napoli è “prigioniero” di Osimhen e può chiudere per il nuovo bomber solo dopo la cessione del nigeriano. L’Inter, invece, è rimasta la stessa dello scudetto stravinto con distacchi in doppia cifra. A metà agosto, quando si comincerà a fare sul serio, i big della seconda stella saranno tutti al proprio posto: da Lautaro a Barella, da Calhanoglu a Bastoni. La società non si è privata e non si priverà dei pezzi grossi, ma ha lavorato per migliorare dove si poteva, e lo ha fatto con largo anticipo: ai colpi a costo zero di Taremi e Zielinski, presi di fatto a gennaio da svincolati, si è aggiunto l’acquisto di Josep Martinez, arrivato a mercato appena aperto.

Lo stesso si può dire guardando alla panchina: mentre Milan, Juve e Napoli ripartiranno da allenatori nuovi (Fonseca, Thiago Motta e Conte), Simone Inzaghi comincerà la sua quarta annata al timone dell’Inter, con un upgrade in busta paga – il rinnovo che firmerà a breve fino al 2026 ritoccherà il suo stipendio fino a 6,5 milioni – e non solo. Questo Inzaghi è un tecnico più coinvolto nelle strategie di mercato, sempre più legato a un gruppo del quale conosce praticamente tutto. Si affaccia al 2024-25 con quell’aura speciale che solo uno scudetto può regalare a un allenatore che non ne aveva mai vinti prima.

Il dominio del 2006-2010 nacque prima di tutto dalle scelte di mercato: lo zoccolo duro della squadra veniva mantenuto negli anni, aggiungendo di stagione in stagione pochi rinforzi mirati. Fatta eccezione per la seconda annata di Mourinho, quando la cessione monstre di Ibrahimovic al Barcellona permise al club di reinvestire l’incasso per finanziare buona parte degli acquisti dei futuri eroi del Triplete (Lucio, Sneijder, Milito, Eto’o…).

La quarta Inter di Inzaghi, la prima targata Oaktree e la prima di Marotta da presidente, nasce con le stesse premesse di quelle pluriscudettate del passato recente: non si smobilita, semmai si interviene per alzare il livello e aumentare il vantaggio sulla concorrenza. È una strategia legata alla struttura della squadra: l’Inter campione è cementata al punto giusto per andare con il pilota automatico, tutti sanno cosa fare e come farlo. Il 3-5-2 di Inzaghi ha gettato le basi, l’allenatore lo ha rimodellato anno dopo anno fino ai risultati eccellenti dell’ultimo campionato. L’Inter è una squadra compatta, fisica, che soffre pochissimo nella propria area e sa sempre come colpire gli avversari.

A farne le spese sono state soprattutto le dirette concorrenti, con un manifesto appeso a San Siro: da sei derby a questa parte, Lautaro e compagni sanno solo vincere. L’ultima gioia, in casa del Milan, ha sancito la conquista matematica dello scudetto.

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