
Dumfries: da Aruba a Riad, due gol decisivi
Denzel Dumfries, l’instancabile esterno dell’Inter, ha recentemente condiviso dettagli intriganti della sua avventura in nerazzurro in un’intervista a Repubblica. Da un primo giorno memorabile ad Appiano Gentile fino alla sua crescita sotto la guida di Simone Inzaghi, l’olandese ha offerto spunti interessanti sulla sua carriera, sul confronto tra Serie A e Champions League, e sulla sua passione per il calcio fin dai primi anni.

L’inizio dell’avventura: la chiamata di Ausilio
“Mi chiamò Piero Ausilio mentre giocavo a padel. Mi disse di lasciare la racchetta e correre a Milano”, ha raccontato Dumfries. Questo momento segna l’inizio del suo viaggio con l’Inter, culminato con la difficile sfida di sostituire Achraf Hakimi, un esterno che aveva già fatto storia in nerazzurro.
Dettaglio | Descrizione |
---|---|
Data della chiamata | Estate 2021 |
Attività interrotta | Gioco di padel |
Interlocutore principale | Piero Ausilio |
Sostituto di | Achraf Hakimi |
Il primo giorno ad Appiano: un inizio rocambolesco
Arrivare ad Appiano Gentile per la prima volta è stato un momento emozionante ma anche imprevedibile. Dumfries racconta: “Pensavo di fare un paio di foto e stringere mani, invece mi hanno messo subito in campo. Ho aperto il borsone che avevo in auto e ci ho trovato dentro due scarpe sinistre. La destra ho dovuto farmela prestare”.
Questo piccolo incidente ha sottolineato la necessità di adattarsi rapidamente a una nuova realtà professionale, confermando la sua determinazione e il suo spirito positivo.
Hakimi, Inzaghi e il calcio italiano
“Achraf è fortissimo, ma non sentivo la pressione. Credo in me stesso e Inzaghi mi ha dato fiducia”. Dumfries ha spiegato come la fiducia del tecnico sia stata fondamentale per integrarsi nel calcio italiano, un mondo molto diverso rispetto a quello olandese.
Confronto Hakimi-Dumfries | Statistiche |
Hakimi, stagione 2020-21 | 45 presenze, 7 gol, 11 assist |
Dumfries, stagione 2021-22 | 44 presenze, 5 gol, 7 assist |
La capacità di Dumfries di adattarsi rapidamente è stata evidente fin da subito, grazie al supporto di un allenatore che lui definisce “una persona eccezionale”.
Serie A e Champions League: differenze marcate
L’Inter, come evidenzia Dumfries, ha una resa molto diversa tra Serie A e Champions League. “In campionato segniamo il doppio rispetto alla Champions, dove però difendiamo meglio”.
Competizione | Gol segnati per partita | Gol subiti per partita |
Serie A | 2,5 | 0,9 |
Champions League | 1,2 | 0,7 |
Dumfries sottolinea che il miglioramento in Champions deve partire da un atteggiamento più offensivo, senza perdere lo spirito combattivo che caratterizza la squadra.
Passione e icone: i riferimenti di Dumfries
Fin da bambino, Dumfries ha sempre avuto un’energia incontenibile. Le sue insegnanti lo definivano “un bambino terribile”, ma lui ammette: “Volevo solo giocare, saltare e correre”. Questa passione si è tradotta in un amore per icone come Clarence Seedorf e Maicon.
Giocatore preferito | Motivazione |
Clarence Seedorf | Origini comuni nel Suriname |
Maicon | Considerato uno dei migliori esterni di sempre |
Verso la Lazio: Dumfries pronto al rientro
Dopo un’assenza per febbre, Dumfries è pronto a riprendersi la maglia da titolare contro la Lazio. “Ora pensiamo alla Lazio, è fortissima”, ha dichiarato con determinazione. Una sfida importante per confermare la leadership nerazzurra.
L’avventura di Dumfries con l’Inter è un viaggio fatto di episodi curiosi, sfide personali e crescita professionale. La chiamata di Ausilio, il primo giorno ad Appiano e il confronto con Hakimi sono solo alcune delle tappe che hanno definito il suo percorso. La sua determinazione e passione per il calcio continuano a essere il motore del suo successo, sia in Serie A che in Champions League.
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